Dialogo nel buio e hotel à parfum: alla riscoperta dei… quattro sensi

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Un emozionante percorso chiamato Dialogo nel buio e un albergo speciale: un “hotel à parfum”. Sono due delle esperienze più originali che Milano ti offre. Le accomuna lo stesso filo rosso: il modo insolito in cui le due proposte puntano a stuzzicare e rivitalizzare i tuoi sensi.

Hai di fronte a te un cespuglio di gelsomini. Potresti distinguerlo dal profumo, oppure toccandolo, o ancora ascoltando il suo frusciare al vento. Se fosse commestibile potresti anche assaggiarlo. Ma perché sforzarti, dal momento che lo vedi? E se invece, d’improvviso, qualcuno “spegnesse la luce” nella tua vita, che cosa accadrebbe? Senza la vista ci si ritrova a fare di necessità virtù, scoprendo quante cose si possono “vedere” attraverso udito, tatto, gusto e olfatto.

Puoi sperimentarlo attraverso Dialogo nel buio, l’esperienza “sensoriale” proposta dall’Istituto dei ciechi, con sede all’incrocio fra via Mozart e via Vivaio. Attraversato il giardino e il chiostro, ti trovi in una reception dove addetti molto gentili ti spiegheranno ciò che ti aspetta: un percorso che si snoda in luoghi e situazioni normali, ma nel buio più assoluto. E non si può fare i furbi, perché l’invito (perentorio) è di lasciare in appositi armadietti tutto ciò che possa fare luce, come smartphone e orologi con il quadrante luminoso. Il Dialogo nel buio può iniziare. Si entra a gruppi di una decina di persone. L’addetto ti guida all’ingresso, un percorso punteggiato di lucine, per abituarti pian piano all’oscurità che ti attende. Quando vieni dotato di un bastone bianco, capisci che le cose si fanno serie. D’improvviso, è buio. Un buio strano, profondo, totale. Pesto. Poi si accende la luce, in senso metaforico. E la “luce” è la voce della guida, una persona non vedente o ipovedente, che spiega le due chiavi di lettura dell’esperienza: mettersi nei panni di chi non vede e imparare a usare gli altri sensi.

Il percorso non presenta pericoli, ma è tutt’altro che facile. Per muoverti, devi aspettare le indicazioni, seguire il gruppo, usare il bastone bianco. Ci sono diversi ambienti da esplorare. La natura (la ghiaia sotto i piedi, la corteccia ruvida sotto le dita, il profumo dell’erba); un ponte e una barca che ondeggia (allunghi la mano e senti l’acqua, mentre una brezza salmastra sembra schiaffeggiarti); un ambiente domestico, dove la guida raduna tutti intorno a un tavolo e invita a esplorare la stanza. All’inizio ti muovi cautamente, per paura di sbattere contro ostacoli o persone. Ma il bastone e la curiosità sono ottimi alleati. Piano piano, si prende confidenza. E l’avventura continua in un ambiente esterno: macchine, moto, bancarelle della frutta… Tocchi, annusi, ascolti. Per esercitare l’ultimo senso, il gusto, bisogna aspettare la tappa conclusiva del percorso (che in tutto dura un’oretta): il bar. Qui ti accomodi a un tavolo, dove camerieri non vedenti ti servono da bere e qualcosa da sgranocchiare. In sottofondo si ode la musica di un pianista, anche lui non vedente. Poi, graduale, il ritorno alla luce, che quasi ti acceca.

Dialogo nel buio è un’esperienza molto forte, cui ognuno reagisce in modo diverso. Tirerai fuori risorse (o paure) inaspettate. E capirai che la vista è tanto, ma non tutto. Sforzandoti di usare anche gli altri sensi (come gli occhi del cuore), potrai vedere in modo molto più nitido.

Torniamo ora al gelsomino (ma anche al sandalo, al patchouli, alla gardenia…). Adesso che conosci a fondo le potenzialità di tutti i sensi, potrai apprezzare a fondo un hotel che, oltre che bello e comodo, sollecita e soddisfa anche il tuo olfatto. Un “hotel à parfum”, appunto. Si chiama Magna Pars ed è in via Forcella, dove prima c’era una storica fabbrica di profumi. Ha 28 camere, ognuna con un profumo diverso. L’albergo ha un’aria chic e rilassante e dispone di tutti i comfort moderni, compresi una spa e un giardino interni. Un vero piacere per i sensi!

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